Ciclismo – Nibali non ha vinto, ma è stato ugualmente un successo!

Non ha vinto ma è stato ugualmente un successo il Giro di Lombardia per Vincenzo Nibali. Il messinese nell’ultima Classica Monumento che chiudeva  la stagione 2018, si è  lasciato alle spalle tutto quello che gli è accaduto da luglio a settembre. Dalla caduta all’Alpe D’Huez, passando per una Vuelta de Espagna in sofferenza e per recuperare una forma fisica accettabile  e una rassegna iridata al di sotto delle aspettative, Vincenzo nella gara di oggi si è invece ripreso con gli interessi quello che meritava  di conquistare  tra la Francia e l’Austria ma che non è arrivato per sfortuna, cadute ed una condizione non proprio al top palesatasi nelle prime settimane della rassegna transalpina. Il secondo posto finale conquistato dietro Thibaut Pinot sul traguardo di  Como,   è stato   il massimo risultato possibile che lo Squalo dello Stretto potesse ottenere.

Ai nastri di partenza Nibali non si presentava tra i candidati alla vittoria,  perché   ci si aspettava un Alejandro Valverde grande protagonista dopo la vittoria del titolo mondiale ad Innsbruck e lo stesso Pinot con uno status mentale importante  per il trionfo di giovedi alla Milano-Torino  . Se il neo campione del mondo non è mai stato in lotta per la vittoria complice una condizione non all’altezza, il transalpino ha invece rispettato i pronostici della vigilia con l’affermazione finale.

Vincenzo Nibali a 50 km dalla conclusione, aveva invece lasciato intravedere che per la vittoria poteva essere della partita come dimostra lo strappo ( riuscito )  dal gruppo formato da Valverde e Pellizzotti, che gli ha permesso di fare  selezione fino alla vetta alla classifica. La svolta decisiva che ha fatto da spartiacque per la lotta al  primo posto,  la si è avuta a  24 km dal traguardo, quando Pinot decide  di dare quello strappo e quel cambio di passo decisivo , stroncando la resistenza di Vincenzo in salita, permettendogli  di mettere  un buon vantaggio sullo Squalo dello Stretto, di gestire nel migliore dei modi l’ultima salita dell’Olimpino e di prendersi in maniera autoritaria la vittoria nel lariano. Il messinese una volta recepito che era impossibile arginare lo strapotere di Pinot e recuperare lo svantaggio dal francese, nel finale di gara ha pensato più a gestire la situazione, a dosare bene le forze rimaste e a non prendere rischi per andare a prendere Thibaut in testa alla classifica. Nella salita finale dell’Olimpino, l’impressione che si è avuta è che oltre alla vittoria ormai sfumata, Vincenzo poteva anche perdere il podio. Invece non è andata cosi, perchè è   vero che il gruppo ha fatto vacillare il messinese a pochi km dalla conclusione, ma è altrettanto vero che Nibali è stato bravissimo a rintuzzarne gli attacchi con lo strappo decisivo propedeutico a fargli conservare il secondo posto finale dietro Thibaut Pinot.

Andata in archivio l’ultima classica dell’annata, è bene quindi che Vincenzo rifiati un po’, ricarichi le batterie e inizi già a pianificare il suo 2019. Se il 2018  si indentifica forse come l’anno delle occasioni mancate, (in particolar modo il Mondiale), l’anno venturo per lo Squalo dello Stretto dovrà obbligatoriamente  essere come quello del riscatto. Con quale   squadra? Detto che tra la Bahrain Merida e Nibali vi è ancora un contratto in essere nel 2019, invece la Sky a partire dal 2020 sembra che abbia già iniziato a sondarne il terreno per portarselo con se. Certo, è ancora presto per stabilire se l’affare può andare in porto, ma già il solo interesse del team inglese per lo Squalo dello Stretto non può fare altro che attirare le attenzioni di Nibali nell’ipotesi che decidesse di cambiare squadra  a conclusione della prossima stagione.

Danilo Scurria

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