DANIEL RICCIARDO OTTIMO SESTO AD AUSTIN

Lewis Hamilton ma non solo. Nel Gran Premio delle Americhe, se il pilota inglese ha conquistato il suo sesto titolo mondiale della sua carriera, grazie al secondo posto in gara dietro Valterri Bottas, l’altra faccia della medaglia della gara americana è da assegnare a Daniel Ricciardo. Il sesto posto maturato ieri sulla pista di Austin, ha rappresentato un po’ la perfetta fotografia della sua prima annata con la Renault. Ovvero, quando tutto gira per il verso giusto, il pilota di origini messinesi si trova di tirare fuori il massimo da una monoposto che paga ancora un gap abbastanza consistente da Mercedes, Ferrari e Red Bull. In tal senso, il cuore e la capacità di guida di Daniel non è infatti sufficiente per riuscire a contenere la furiosa rimonta di Alexander Albon che non gli ha permesso di chiudere la gara in quinta posizione. Poco importa, perché il sesto posto finale maturato sotto la bandiera a scacchi rappresenta comunque un buon risultato, dopo quello che gli era tolto (per squalifica) a Suzuka e la gara anonima di Città del Messico.

Il thailandese della Red Bull ha però agevolato Riccardo alla partenza, quando il mucchio generato alla prima curva ha portato Albon a rientrare ai box a conclusione del primo giro, sostituire le parti danneggiate della propria vettura e rientrare in pista in ultima posizione. Dopodichè ci ha quindi pensato Daniel a rendere perfetta la sua giornata con i sorpassi su Sebastian Vettel all’inizio del secondo giro e Lando Norris sul lunghissimo rettilineo della pista americana, grazie all’ausilio del Drs. Conseguenza che ha permesso a Ricciardo di vincere la cosiddetta gara degli altri visto che oltre a mettersi a dietro l’inglese della Mclaren ha avuto il merito di riuscire a prevalere anche su Carlos Sainz (compagno di team di Lando Norris a Working). Vero è che la gara di ieri ha forse risollevato un po’ il suo morale sotto i tacchi dopo le ultime due deludenti gare, altrettanto vero è che non ha stravolto né i suoi obiettivi nè tantomeno la sua posizione nella classifica piloti. Il nono posto che attualmente occupa nella graduatoria iridata, è probabile che rimanga tale anche dopo la gara conclusiva del 2019, in programma il 1 Dicembre ad Abu Dhabi.

I 34 punti dal settimo posto occupato da Carlos Sainz non autorizzano voli pindarici nella testa di Ricciardo, visto che mancano solo due gare alla conclusione della stagione e la sua RS19 non ha mai dato l’impressione di essere sempre veloce e competitiva in ogni tipo di pista, pagando continuamente degli alti e bassi nel corso della stagione. La possibilità di non avere un obbiettivo reale e concreto su cui concentrarsi negli ultimi due appuntamenti del 2019, permetterà a Daniel di approcciare entrambi i fine settimana nella maniera più rilassata possibile dal punto di vista mentale. Il tutto per cercare di ottenere il massimo risultato sia ad Interlagos ( 17 Novembre) che a Yas Marina. La possibilità di centrare un podio sia in Brasile come negli Emirati Arabi, che possa permettere al pilota di origini messinesi di migliorare il quarto posto di Monza (miglior piazzamento stagionale di Daniel fino ad adesso) e chiudere in grade stile la sua prima annata ad Enstone, rappresenta una pura utopia allo stato attuale.

Al tempo stesso in Brasile l’incognita meteo ha sempre giocato un fattore importante, come hanno dimostrano i continui temporali che hanno(spesso e volentieri) stravolto i valori in pista. Logica conseguenza dell’opportunità che può nutrire qualche outsider per cogliere un risultato insperato alla vigilia. La gara di Hockheimeim di fine luglio insegna, quando la pioggia mise fuori gioco sia Charles Leclerc come Lewis Hamilton e permise a Daniil Kvijat di conquistare un podio che ebbe nel post gara il sapore di una vittoria sia per il pilota russo che per la Toro Rosso.

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