IN Prima – La linea di pensiero, della Sfarandina, è una e soltanto una…l’ipocrisia la lasciamo fuori dalla porta.

Un tale un tempo affermava che la maggior parte della gente é pronta a dimenticare i propri obiettivi rinunciando al primo segno di sfortuna o di difficoltà.

Alcuni, invece insistono nonostante i contrasti, finendo per vincere ….ed é con questo prologo che la SOCIETA’, nel confermare piena fiducia al proprio STAFF TECNICO, intende tuttavia, sgomberare il campo da ogni notizia falsa e tendenziosa sviluppatasi negli ultimi tempi ad opera di personaggi diversamente attaccati ai nostri colori e ribadire che LA LINEA DI PENSIERO È UNA E SOLTANTO UNA. A proposito di obiettivi, appare quanto mai opportuno ricordare ai piu distratti che per l’intera dirigenza, formata da RAGAZZI DEL POSTO, gli obiettivi per la S.S. 2017/18 da raggiungere attraverso un’oculata programmazione, erano e rimangono, quelli di una tranquilla salvezza mediante l’impiego della maggior parte degli interpreti locali e soprattutto una costante crescita dei giovani del posto, dei NOSTRI RAGAZZI.

Aspettative e obiettivi raggiunti e rispettati in toto e a dimostrarlo non sono le chiacchiere populiste della penna di turno ma i fatti: i 27 punti conquistati nel girone di andata, frutto di 8 vittorie-3 pareggi-2 sconfitte, con la conseguente conquista del primo posto in classifica e mantenuto per ben 9 giornate consecutive con relativo titolo “platonico” di CAMPIONE D’INVERNO. Dopo una prima fase (intero girone di andata) disputata a alti livelli, un “calo prestazionale” è fisiologico, tenuto conto che sia la dirigenza, sia gli atleti e l’intero l’ambiente non erano abituati a mantenere determinati ritmi e continue pressioni psicologiche legate ai positivi risultati raggiunti. Una cosa sia chiara: le critiche, se costruttive, sono ben accette alla stregua di suggerimenti e finalizzate ad una crescita ed a un miglioramento generale.

Nino Manitta (presidente Sfarandina)

Di contro la Società dissente da tutte le vox populi volutamente propagate il cui unico fine è quello di destabilizzare l’intero l’ambiente, senza tralasciare il fatto che tali atteggiamenti creano danno all’immagine e all’animo della comunità intera. É vero, la squadra ha iniziato il girone di ritorno sottotono, è innegabile, 5 partite con 2 sconfitte-1 vittoria-2 pareggi, circostanze che ci hanno fatto scivolare dal primo al quinto posto, in un campionato avvincente, definito dagli addetti ai lavori, uno dei più equilibrati e difficili degli ultimi anni.
Ci stiamo “scontrando” (nel senso sportivo del termine) con squadre e società che hanno speso 100 volte in piu di quanto ha speso la Sfarandina.
In 20 partite fin ora disputate (2 coppa Sicilia-18 Campionato) abbiamo raggiunto una media di 9/11 circa l’impiego di giocatori locali, con 5 juniores “nostri” (tre 1999, uno 2000, uno 2001). Qualora volessimo fare un bilancio alla 5 giornata di ritorno, possiamo affermare tranquillamente che:
L’obiettivo salvezza: É STATO RAGGIUNTO con ampio anticipo.

L’obiettivo valorizzazione atleti locali: É STATO RAGGIUNTO. Senza dimenticare che non siamo una società che gode di grande visibilita e/o opportunità il tutto legato alla non favorevole posizione geografica ma cio non basta a scoraggiare il “GRUPPO” che pur di portare avanti questo progetto di “crescita comune” mette a disposizione il proprio tempo e il proprio denaro togliendoli ciascuno alla propria famiglia.

Ovviamente non ci fermiamo qui, mancano ancora 8 partite da disputare, siamo in piena zona play-off con il primo e secondo posto distanti 5 punti, terzo e quarto posto distanti 3 punti.
Chi critica o rema contro l’operato di GIOCATORI, STAFF TECNICO E DIRIGENZA non tifa Sfarandina, ma tifa per se stesso. Si gioca per la Squadra e per il bene collettivo e non per mere manie di protagonismo. Non perdiamo mai di vista il punto di partenza e quello che era l’obiettivo che ci si era prefisso di raggiungere…tutto il resto e i discorsi di chi non é capace di farsi un esame di coscienza non appartiene al nostro modo di essere e di pensare ….l’ipocrisia la lasciamo fuori dalla porta.

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