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Talenti – L’addio ufficiale al calcio giocato di Maurizio Naro!

Un addio che mai nessuno si sarebbe aspettato. Perché è dura (per il calcio dilettantistico siciliano) accettare la perdita (sportiva) di uno dei migliori talenti degli ultimi anni. Da stasera infatti il rapporto tra Maurizio Naro e il mondo calcistico non sarà più in prima persona. L’esterno sant’agatese con l’addio ufficiale al calcio giocato, ha quindi deciso di non essere più ammirato dalle varie tifoserie delle squadre di cui ha fatto parte. Da stasera (o meglio dalla stagione alle porte).

Maurizio entrerà a far parte di quella cerchia di ex giocatori a cui resterà lo sfizio di mettersi davanti alla tv oppure posizionarsi nella tribuna di un campo di calcio per assistere ad una partita sul rettangolo di gioco. Perché è vero che l’addio al calcio giocato ti nega dentro di te quel pathos e quella tensione mentale e psicologica di una partita. Al tempo stesso è chiaro che la passione rimane sempre immutata anche quando un atleta decide di mettersi da parte per ammirare chi in futuro potrebbe ripercorrere le proprie gesta. Alla base della decisione di Maurizio Naro, la famiglia ha avuto un aspetto importante. Il matrimonio e la nascita della figlia hanno messo Maurizio nelle condizioni di fare altri ragionamenti al di là del calcio. Una scelta quella che Naro ha portato a compimento, analoga a quella di due grandi campioni dello sport. Vero è gli addii di Casey Stoner nel 2012 e Nico Rosberg nel 2016 sono state forse più osannati e celebrati dell’addio al calcio di Maurizio Naro. Di analogo tra i tre, c’è soprattutto il fatto di abbandonare il proprio sport di appartenenza per decisioni analoghe e con un età molto prematura per un atleta sportivo. D’altra parte stiamo parlando di due ex campioni del mondo che si sono permessi il lusso di battere due fenomeni come Valentino Rossi (nel mondo delle due ruote) e Lewis Hamilton (in F1). Ciò non toglie che l’addio di Maurizio al calcio giocato meriti la stessa attenzione di tutti gli addetti ai lavori del calcio dilettanti. Soprattutto delle sue ex squadre dove il sant’agatese si è tolto lo sfizio di mettere in evidenza le sue enormi qualità tecniche. Dal Sant’Agata passando per la Stefanese fino ad arrivare al San Fratello, Sfarandina e Acquedolcese.

Quattro squadre dove Maurizio si è tolto la soddisfazione di sforare le 100 reti in carriera. Unite ad un numero infinito di assist sfornati che hanno dato un’incidenza importante sulle stagioni delle squadre dove ha militato in carriera. La migliore annata (a detta dello stesso Naro), rimane quella con la Sfarandina. Ambiente dove Maurizio si è trovato benissimo realizzando la bellezza di 32 reti stagionali (26 in campionato 6 in Coppa Sicilia). Peccato che però non siano stati sufficienti per portare i biancorossi a disputare i play off a fine stagione (come dimostra il sesto posto finale). Lo stesso dicasi nella Coppa regionale, dove Maurizio insieme ai suoi compagni, ha fallito l’approdo in semifinale dopo l’1-1 con il Pro Falcone a Castell’Umberto. Inoltre è ormai risaputo come Maurizio avesse instaurato un rapporto speciale con Antonio Reale.

Allenatore che forse ha creduto maggiormente nelle qualità tecniche di Maurizio e che lo ha messo nella lista della spesa ovunque sia andato ad allenare. E successo a Santo Stefano, a Sfaranda ma anche a San Fratello (durante la prima esperienza di Reale sulla panchina neroverde). Coppia che non è riuscita ad unirsi nella scorsa estate, visto che Naro ha deciso di disputare un campionato di categoria superiore. Di contro sembra essere risaputo che Reale abbia tentato di riportarlo a San Fratello durante lo scorso mercato invernale per rendere un San Fratello più forte nel torneo di Prima Categoria.

Da lunedì 6 luglio tutto questo resterà un ricordo. Bello, importante e significativo di un campione che nel calcio dilettanti ha scritto una pagina di storia importante. E che con le sue prodezze ha riempito qualche pagina di giornale e ha dato a qualche tv del messinese la possibilità di poter raccontare qualcosa di importante che ha realizzato Maurizio in carriera. Tutte cose che Naro racconterà un giorno a sua figlia quando crescerà e avrà raggiunto un’eta anagrafica tale da capire chi era papà Maurizio come giocatore.