Sesto posto per Ricciardo in Giappone : riscattate le deludenti gare di Singapore e Sochi

Un settimo posto poi diventato sesto. Che cancella le ultime deludenti gare di Singapore e Sochi. E fa ritornare il sorriso a Daniel Ricciardo in un 2019 abbastanza travagliato sul piano dei risultati. L’impressione è che con il piazzamento di ieri ottenuto a Suzuka, il pilota di origini messinesi abbia ritrovato quegli standard prestazionali a cui è abituato quando la propria monoposto glielo permette, ma soprattutto sembra che si sia rivisto quel pilota in grado di tirare fuori sempre il massimo dalla propria vettura (Monoposto che sembra esaltarsi nelle piste veloci, con alto carico aereodinamico e dove è richiesta la potenza della power unit). Il risultato deludente di Singapore insieme al ritiro di Sochi rappresentavano per Daniel, alla vigilia della gara giapponese, un importante prova per mettersi da parte un 2019 fatto di troppi alti e bassi e dove a mancare è stata soprattutto la non competitività della Renault in tutti i tracciati del calendario. Ieri in Medio Oriente con il settimo posto in pista ( poi diventato sesto per la penalizzazione di Charles Leclerc), la sensazione è che si rivista quella luce in fondo ad un tunnel che Ricciardo aveva dopo il quarto posto di Monza e chi era tramutata in un calvario tra Marina Bay e la Russia. L’ottavo fila dello schieramento di partenza (16esimo posto), pareva essere l’assist giusto per il proseguimento di un’agonia difficile da interrompere e spezzare ma invece… Invece in gara il pilota di origini messinesi ha subito mostrato di avere un buon ritmo-gara che gli ha permesso di risalire la china, rimontare fino alla settima posizione e vincere la gara tra i top team di seconda fascia. Il massimo risultato possibile che Daniel può ottenere adesso, visto che Mercedes, Ferrari e Red Bull viaggiano ancora su gli altri pianeti e galassie rispetto alla vettura di Enstone. Di contro non è stato però sufficiente alla scuderia francese per accorciare il gap dalla Mclaren nella corsa al quarto posto nella classifica iridata costruttori, visto il quinto posto conquistato da Carlos Sainz sotto la bandiera a scacchi. Inoltre la sesta posizione conquistata (d’ufficio) ieri a Suzuka, si può identificare in un deja vu dell’analogo risultato ottenuto in Canada , il settimo posto (morale e ottenuto in pista) è invece una replica di quanto Daniel ottenne in Cina ( terza gara del 2019 dopo Australia e Bahrain in quella che fu la prima gara dove conquistò i primi punti con la Renault) e in Gran Bretagna. Adesso la domanda è : Nelle quattro gare rimaste (Città del Messico, Austin, Interlagos e Abu Dhabi che segneranno la conclusione), quale può essere l’obbiettivo che può darsi Ricciardo per chiudere positivamente il suo primo campionato ad Enstone ? L’attuale nono posto nel Mondiale Piloti non autorizza il piloti di origini messinesi a pensare di ambire al massimo risultato che Daniel si era prefisso ad inizio stagione : la settima posizione. Il perché lo si spiega in diverse chiavi di lettura.

Ad iniziare dal fatto che non sempre la Rs 19 ha avuto nel corso della stagione una velocità costante in ogni tipo di pista. In più quelli che sembrano essere i principali avversari nella competizione per la vittoria del “Mondiale dei poveri”, hanno avuto sempre una continuità di prestazioni in ogni weekend ( al tempo stesso agevolati però da una vettura superiore della Renault).Detto che Carlos Sainz sta disputando ( probabilmente) la miglior annata della sua carriera, Pierre Gasly e Alexander Albon stanno sfruttando il fatto di aver avuto (almeno in una parte dell’annata) una vettura più veloce e competitiva della RS 19 ( Red Bull per entrambi). Se il francese ha saputo costruirsi un buon margine su Daniel in termini di punti ottenuti fino alla pausa estiva del campionato (Gran Premio d’Ungheria), anche con la Toro Rosso ( da Spa in poi) sta dimostrando di essere all’altezza di poter competere per la settima posizione anche grazie all’ottavo posto conquistato ieri a Suzuka. Il Thailandese dopo aver iniziato proprio a Faenza ad inizio 2019 la propria avventura in Formula 1, con il passaggio a Milton Keynes (avvenuto ad inizio settembre in Belgio), non ha avuto difficoltà a superare Ricciardo nella classifica iridata e a porsi come un avversario accreditato alla corsa per il settimo posto nel Mondiale Piloti. Di certo c’è che nella prossima gara di Città di Messico, a Daniel ritornerà in mente quella che è stata l’ultima grande della sua carriera in Red Bull. Quella pole ottenuta nell’ultimo tentativo del Q3, è sembrata suonare come una specie di rivincita nei confronti di un team e di un proprietario ( Helmult Marko), che lo aveva chiaramente messo alla porta per valorizzare sempre più la progressiva crescita di Max Verstappen. Peccato che Daniel non seppe prima concretizzare la miglior prestazione alla partenza ( facendosi superare proprio da Verstappen e Lewis Hamilton), prima del ritiro avvenuto nelle fasi finali della gara mentre si trovava in seconda posizione al pilota olandese. Adesso quindi pausa di due settimane, poi di nuovo in pista per la gara in Nord America.

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