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Eccellenza – Acquedolci, Perdicucci: dubbi sul format futuro

In vista della presunta ripartenza del torneo di eccellenza (data da stabilire tra il prossimo 7 o 14 marzo), torna a dire la sua, dopo oltre tre mesi, il tecnico Pippo Perdicucci, alla sua terza stagione con l’asd Acquedolci. Per il bravo allenatore brolese, non sarà facile in ogni caso ripartire al meglio, perché non ci sono le condizioni di essere in forma, sotto il profilo fisico e atletico, dato che i giocatori, pur con gli allenamenti individuali fatti, dopo quattro mesi di assenza, non potranno ovviamente dare il meglio ed avere nelle gambe il ritmo partita.

Poi, continua Perdicucci, “sotto il profilo sanitario o qualche dubbio, anzi parecchi, dato che il paragone con il torneo di serie D, non regge dato che parecchi giocatori che militano nel campionato di eccellenza, durante la settimana lavorano ed una eventuale positività (con i protocolli da rispettare) potrebbe pregiudicare i rapporti con il proprio datore di lavoro, rischiando anche il licenziamento”. Ad ogni modo, il tecnico fa capire che segue la scia dei suoi dirigenti, che in tante occasioni, anche alla Gazzetta, hanno dichiarato che pur non condividendo le decisioni della Lega, se si dovrà ripartire l’Asd Acquedolci sarà pronta come sempre ad onorare la stagione.

Mister sul format proposto dalla lega, cioè i primi 8 fanno gli spareggi play – off ed il resto quelli play – out, che ne pensi?

Parto dell’idea che sicuramente, grazie anche alla ritorno del presidente Morgana, se si ripartirà si farà in sicurezza, ma sul format nutro dubbi dato che, sull’idea di dividere in due tronconi la classifica, c’è a mio avviso qualcosa da modificare, tipo dare ai primi due classificati qualche piccolo vantaggio e fare gli spareggi (semifinali) dalla 3 posto al 6 posto e poi le vincenti affronteranno la prima e la seconda classificate. Per i play – aut la mia idea e quella di fare disputare gli spareggi dalla sedicesima alla tredicesima posizione con le perdenti che scendono in promozione, se poi a scendere di categoria dovrà essere solo una squadra servirebbe un ulteriore spareggio”.

Per l’allenatore brolese, che sottolinea che è solo una sua idea (si resta fiduciosi nelle decisioni del comitato scientifico, della lega e di Sandro Morgana ndr), si deve creare in definitiva una zona franca con le formazioni che si piazzano ad esempio nella parte centrale della classifica che non dovrebbero giocare spareggi.